Facebook: nessuna fretta di quotarci in Borsa
Facebook: nessuna fretta di quotarci in Borsa – Wall Street Italia
(ANSA) – ROMA, 4 MAR – Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, non ha alcuna fretta di quotare la societa’.
‘Prima o poi ci quoteremo, perche’ e’ quello il contratto che abbiamo con gli investitori e i dipendenti’, ha detto Zuckerberg, classe 1984, al Wall Street Journal.
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Fonte:
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.aspx?art_id=880834
Le intercettazioni degli uomini d’oro: «Ce dobbiamo spartì 43 mijoni …
E’ lui che racconta ai magistrati di quella volta che insieme al finanziere Luca Berriola (arrestato due giorni fa) dovevano effettuare un’operazione di Polizia giudiziaria a Pomezia, e incrociarono due persone che venivano da Frascati: «Vidi che Berriola riceveva una busta bianca.
Il capetto della banda viene intercettato in ufficio mentre parla con la moglie su come dividere un ‘incasso’: «Allora: 43 milioni è il totale che abbiamo incassato: di questi, 24 per il Somaro (Carlo Facarelli), 30 al Giraffa (Dario Panozzo), poi ce stanno i diecimila per Ciccio (Augusto Murri), i sette per Dolce e Braghi, i seimila a Kieram, i quattromila a Nic (Di Girolamo), i quattromila a Pinocchio (Marco Toseroni)».
Volano a Hong Kong per prelevare altri capitali depositati in cassette di sicurezza, ma si accorgono di essere pedinati, e cercano di seminare i segugi della polizia locale nella club house dell’Oriental Hotel.
Al telefono c’è Roberto Macori, uno dei suoi «inviati» in Germania per «acquisire le schede elettorali in bianco presso la comunità calabrese in Stoccarda ed aree limitrofe, per poi compilarle in favore di Di Girolamo», come spiega l’ordinanza del gip di Roma Morgigni.
Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo_app.php?id=26843&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=
Vicenza, ordigno esplode contro una banca Pista politica, il sindaco: è un attentato
Vicenza – Un ordigno rudimentale, composto da una pentola a pressione con all’esterno delle bombolette di gas da campeggio, è stato fatto esplodere stamane davanti al centro elaborazione dati della Banca Popolare di Vicenza, alla prima periferia di Vicenza.
Pista politica E’ l’ipotesi di un atto di matrice politica quella privilegiata dagli investigatori riguardo all’ordigno. Gli investigatori tenderebbero a privilegiare questa strada, anche se al momento pare non ci siano rivendicazioni, anche sulla base del tipo di ordigno confezionato dagli attentatori: una pentola a pressione con all’esterno delle bombolette di gas da campeggio, del liquido infiammabile e con un innesco fatto con materiale solido infiammabile tipo quello usato per i barbecue. Il botto ha causato solo danni all’ingresso e annerito parte dei vetri del palazzo fino al secondo piano. L’uso di una pentola a pressione, finita su un poggiolo di una casa di fronte, ha riportato alla mente il tipo di ordigni artigianali usati per il fallito attentato all’oleodotto della Nato nel luglio dello scorso anno e scoperto solo dopo l’invio di un video all’emittente televisiva Tva e altre testate locali. Sul posto, oltre al questore di Vicenza Giuseppe Sarlo, la Digos e gli artificieri.
La pentola ancora incandescente, dopo l’esplosione – come è’
stato ricostruito dagli investigatori -, è stata trovata da una
giovane coppia di sposi su una sedia a sdraio sul poggiolo della
loro abitazione.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303153